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Ti vogliono come Super Vicky

Alessia Tuzio |Copywriter & Social Media Manager| Freelance Digital Marketing

Come ti vogliono. Come sei. Cosa vogliono che tu senta. Cosa senti. Cosa vogliono che tu dica. Cosa dici. Cosa vogliono che tu faccia. Cosa fai.

Eh, è un problema. Una diatriba infinita. Chi sta nel giusto? E questo giusto, è giusto per chi/cosa?

Io sono un essere umano. Ma, a volte, mi chiedono di essere come Super Vicky.

Come ti vogliono. Come sei.

Mi vogliono forte. Indistruttibile. Eticamente corretta. Politicamente, anche. Parla bene. Senti meno. Ascolta meno ancora. Non credere. Non sognare. Non ti illudere. Non sperare. Sii realista. Sii donna. Sii femmina. Sii pantera.

Sono forte, tanto. Ma non indistruttibile. Cerco di essere eticamente corretta. Moralmente, anche. Ma politicamente, non sempre: ogni tanto rode anche a me (e se mi rode, scappate lontano, a 8 palmi di mano di troll dal mio culo, che vi conviene). Dico un sacco di parolacce, bestemmio anche, pensa te. Sento tanto. Ascolto ancora di più. Credo, perchè mi fido degli altri, fino a prova contraria. Sogno. Mi illudo che le cose possano avere un lieto fine, ad un certo punto. Spero. Sono realista, ma in fondo non completamente cinica. Sono Donna, ed è la D maiuscola che conta…ma non troppo femmina. Ancor meno pantera. Sono insicura. Non mi piaccio. Anzi, mi considero l’alter ego, meno pasticcione, di Bridget Jones.

Cosa vogliono che tu senta. Cosa senti.

Niente, non sentire niente. E se senti qualcosa, appiattisci tutto con la razionalità che le botte di matto, agli altri, non sono gradite.

Io sento. Sento prima di pensare. Sento prima di parlare. Agisco in virtù del fatto che sento di agire. Provo a frenarmi, quando proprio esagero, e spesso ci riesco. Altre volte, proprio no. Non mi piace la razionalità a tutti i costi, perchè costa caro. Il prezzo da pagare è troppo altro e ho troppi finanziamenti a carico per chiedere un altro prestito. Mi spiace.

Cosa vogliono che tu dica. Cosa dici.

Stai bene. Tu stai sempre bene. Anche quando stai a pezzi, tu devi dire che stai bene perchè poi te ne convinci. Negatività attrae solo altra negatività.

Io non mi voglio convincere di un bel niente. Perchè piuttosto che convincermi, voglio essere convinta. E se negatività attrae altra negatività, un mondo di + per – o – per + sia. Perchè, alla fine, se non ce l’hai dentro il + per +, c’è poco da fare.

Cosa vogliono che tu faccia. Cosa fai.

Vestiti da pantera. Comportati da femme fatale. Dimostra che non hai bisogno di niente e di nessuno. Sbrigatela da sola. Cammina a testa alta, in bilico su 15 cm di tacco. Vai avanti senza mai guardare indietro perchè chi non sta al tuo passo allora sta al passo di qualcun altro. Fregatene. Fai l’indifferente. Esci. Divertiti. Non bere. Non fumare. Non uscire in pigiama. Non mangiarti le unghie. Non uscire senza smalto sulle unghie che non hai mangiato. Uscire senza trucco? Che sei matta? Non se ne parla. Curati. Pensa alla tua salute. Pensa al benessere della tua anima. Pensa alla serenità del tuo cervello. Lavora. Produci. Non amare, che amare non serve. Scopa, che ti passa l’acidità di stomaco.

Mi vesto come mi pare: i vestiti li scelgo cospargendomi di colla e lanciandomi dal letto, nell’armadio. Lo so, Valentino non approverebbe. Sono perfettamente autosufficiente: faccio tutto da sola, senza bisogno di aiuto. Ma sono convinta del fatto che le cose, in compagnia, vengano meglio o che, comunque, mal comune mezzo gaudio. Cammino a testa alta, ma inciampo spesso anche se cammino con Converse e anfibi perchè i tacchi proprio non li sopporto. Tanto quanto le Hogan, per intenderci. Vado avanti, sempre e comunque. Ma spesso guardo indietro perchè quello che ho lasciato alle spalle non sempre è rimasto li perchè l’ho voluto io; e perchè quello che c’è dietro io l’ho amato, o lo amo ancora. Me ne frego, di quello che pensano le persone. Me ne frego meno di quello che pensano le persone a cui tengo, anzi: se sono proprio loro a non capirmi, sto male. Ma di un male che più male non si può. Esco. Mi diverto. Ma fumo e bevo, a volte un po’ troppo. Esco in pigiama, specie se ho finito le sigarette, e non ho alcuna intenzione di vestirmi per poterle andare a comprare. Tanto, parliamoci chiaro, non è certo il tabaccaio sotto casa, sessantenne sposato con prole, l’uomo della mia vita. Non mangio le unghie, a meno che non abbia finito di scorticare completamente lo smalto che, abitualmente, uso. O le pellicine, quelle sono buone per davvero. Con quel retrogusto di tabacco, poi…Esco senza trucco e non me ne frega niente di mostrare le occhiaie causate dallo stress, dal rodimento di culo o semplicemente da un’uscita infrasettimanale che si, si poteva evitare decisamente. Si sono matta. Se ne parla eccome. Mi curo e penso alla mia salute. Ma la mia anima non sta mai al top, e nemmeno il cervello: quello mai stato. Lavoro e produco. Su quello proprio non mi si può criticare. Amo, perchè mi serve per far bene tutto il resto. E no, non scopo. Io faccio l’amore. Che è diverso.

Io a essere come Super Vicky, ragazzi, ci provo. Giuro. Ma ho i circuiti in blackout. O qualche filo scollegato. Forse ho bisogno di un tagliando. Magari ad agosto, che ne so. Dicono che in Nuova Guinea siano bravi con gli androidi. Vado a fare una ricerca su Trip Advisor.

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